Lunedì, 20 maggio 2013 - ore 15:44

Povero centro&sinistra

Da Partecipa.

C’è un “silenzio assordante†sulle prossime elezioni amministrative del Comune di Castrocaro e Terra del Sole.

Ovvero si sa molto poco di quello che “bolle in pentolaâ€, e quel che si sa lo si impara sfogliando le cronache locali che ogni tanto (e senza troppa frequenza) dedicano un articoletto al tema della “corsa a sindacoâ€.

La sensazione che se ne trae è qualcosa di prossimo al puerile (letteralmente dall’etimo “che appartiene all’infanziaâ€) perché non mi sembra che il problema possa semplicemente essere riconducibile e ridotto a quale sia il miglior candidato del centro&sinistra, ovvero se indigeno (nativo o naturalizzato) od oriundo (importato o immigrato); se interno al partito di maggioranza relativa o indipendente dai partiti; se prestato alla politica o funzionale a rappresentarla ….

Quello che si percepisce fra la “gente comune†nei confronti dell’amministrazione comunale è un forte senso di insoddisfazione per come, nelle forme e nei modi, questa ha gestito la “cosa pubblica†facendo calare dall’alto scelte al limite del discutibile, del condiviso, del giustificato.

Quello che si capisce è il grande divario, dialettico, culturale e politico, che si è venuto a creare fra amministratori ed amministrati; quello che si vede è l’oblio politico che è calato nella società locale e che ha indotto la gente a distaccarsi dal partecipare, dal confrontarsi, dal discutere,dal proporre e dal proporsi, dal contribuire a costruire una visione del futuro del proprio Comune.

Certamente i partiti hanno le loro colpe, ma ancor di più i loro rappresentanti che amministrano la “cosa comune†e che politicamente avrebbero il compito di “sopperire†alla mancanza dialettica degli stessi partiti con i propri elettori quindi con tutti i cittadini.

E’ compito dell’amministrazione comunale ridurre le distanze fra “gestore†e “fruitoreâ€, semplificando il rapporto e le relazioni (se il cittadino non va in Comune è il Comune che va dai cittadini); favorire la partecipazione, promuovendo azioni creative nei confronti delle diverse fasce di utenza (reale e potenziale), spazi liberi per i giovani (oppure i giovani non esistono nel nostro Comune?), eventi culturali qualificati per fruitori sia locali che ospiti (da non confondere con le iniziative di intrattenimento turistico), luoghi aperti all’incontro sociale (ci si è mai domandato se esiste una domanda di socialità? Se ci sia o no bisogno di mettere a confronto diversità etniche, linguistiche, culturali ecc?); ed è sempre compito degli amministratori comunali orientare la propria azione secondo il comune sentimento ascoltando ciò che si dice, ed anche ciò che non si dice ma si pensa.

Perché non si esce dai luoghi chiusi dei partiti e del Comune e si sonda il gradimento dei concittadini?

Perché non si raccolgono le loro istanze, le critiche, le proposte, i dubbi? Perché non si sollecitano le loro aspettative?

Perché non ci si confronta con tutti loro (giovani e meno giovani, indigeni ed oriundi e chi più ne ha ne metta)?

Non mi si potrà dire dopo questa mia, che è facile e comodo attaccare dal di fuori l’amministrazione; criticare chi, per senso civico, si è adoperato per amministrare al meglio, ecc.; io non sto criticando ma suggerendo al centro&sinistra di tornare a fare politica fra la gente, incontrandola per conoscerla.

Perché credo che la società locale sia più varia ed articolata di quello che si pensi! Non mi si potrà accusare di disfattismo, perché chi ha distrutto la partecipazione politica è stata la stessa politica che si è arroccata su posizioni di comodo e nel nostro Comune la cosa è più evidente che altrove.

Forse che i cittadini non vogliano sapere quanto costa la macchina amministrativa?

E quanto di questo costo sia destinato al sociale? Alla cultura? Ai giovani? O quanto sia destinato alla pseudo cultura dell’intrattenimento turistico?

Quanto pesano le Terme nel bilancio comunale? Quanto resta per altri settori economici e produttivi? Ect …

Forse che i cittadini non vogliano sapere a cosa serve, quanto sia utile e quanto sia costato il parcheggio davanti al cimitero se poi, alla mattina, all’ingresso scolastico il Viale è saturo di auto?

Oppure che nessuno si chieda della utilità e della loro giustificazione economica delle rotonde che pare si debbano fare sul Viale e addirittura davanti al taglio della Mura di Terra del Sole?

Siamo certi che ai cittadini non importi nulla dello stato in cui si trova il ponticino delle fornaci o di Via Conti o comunque dello stato delle nostre strade?

Pensiamo veramente che i cittadini siano così estranei alla mancanza di spazi sociali e di incontro? Di offerte culturali e non solo di intrattenimento pseudo turistico?

Siamo certi che la qualità urbana si misuri con la quantità di auto che sostano indisturbatamente nei nostri piccoli centri storici?

Ci siamo mai chiesti se delegare al volontariato ciò che dovrebbe essere prerogativa del servizio pubblico sia sufficiente ?

Sono solo esempi di possibili domande che ci si dovrebbe porre per capire il gradimento dei concittadini, ma se non ci si pone domande è ovvio che ciò che abbiamo è più che sufficiente e allora … torna attuale il vecchio slogan che appariva, qualche anno fa, su di un cartello posto all’ingresso del paese: “benvenuti il silenzio è riposoâ€.

Castrocaro 18 febbario 2007


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