Mercoledì, 19 giugno 2013 - ore 22:43

Qualcosa in comune

Da Partecipa.

Qualcosa in comune è il titolo del giornalino periodico dell'Amministrazione comunale nel quale è riservato un piccolo spazio anche alla nostra lista.

maggio 2010 Vado in Piazza

La piazza nell’antica Grecia era l’agorà, centro economico e religioso, luogo del dialogo, invenzione urbanistica della democrazia, sede delle assemblee cittadine e dei dibattiti politici.

Come scriveva agli albori del Rinascimento Leon Battista Alberti, una città non è destinata solo ad uso di abitazione; deve bensì esser tale che in essa siano riservati spazi piacevolissimi e ambienti sia per le funzioni civiche sia per le ore di svago in piazza, in carrozza, nei giardini, a passeggio.

Quale sarà lo scenario prossimo nel nostro Comune? Si discute di trasformare piazze in parcheggi e parcheggi in piazze.

Sotto i riflettori la prospettiva di creare in piazza Machiavelli uno spazio polifunzionale - misto piazza-parcheggio - una specie di â€œpiazzeggioâ€, insomma. Favorevoli i commercianti, perlopiù critici i residenti, che hanno promosso una petizione inviata agli Amministratori.

La lista civica ha portato la questione in Consiglio comunale il 29 gennaio con un’interrogazione. Nulla per il momento è stato deciso, se non “prendere tempoâ€.

In origine a Castrocaro la piazza destinata al mercato era piazza Luigi Maltoni. Negli anni ‘90, quando sono stati realizzati il parcheggio a ridosso del parco termale e il “vecchio†Conad, quel parcheggio è diventato la “piazza del mercato ambulanteâ€. Recentemente ospita il “mercato contadino†domenicale e alcune manifestazioni. La vecchia piazza del mercato si è trasformata a tutti gli effetti nel parcheggio per il centro storico.

A Castrocaro ci sono altri spazi-piazza, piccole macchie nel cuore del paese che non possono essere considerate agorà: piazza Garibaldi, antistante la chiesa parrocchiale, è a tutti gli effetti un parcheggio, piazza Buonincontro è un “non-spazio†che, a parte il nome, tutto favorisce fuorché l’incontro (ad eccezione del periodo natalizio e dell’ultima edizione del Librincontro); anche piazza Martelli è incuneata tra posti-auto.

A Terra del Sole quando diciamo «Vado in piazza», pensiamo all’unica Piazza d’Armi, anche se la sua
cornice, compresi gli attigui “pratini†e borghi, è soffocata dalle auto in sosta (d’altronde, dove le mettiamo?).

Pur essendo perimetrata da un cordolo in pietra, non mancano occasioni perché diventi essa stessa occasionalmente parcheggio.

A Pieve Salutare non c’è una piazza propriamente detta, ma l’area verde di fianco alla Chiesa svolge il suo compito di socialità, così come l’arena a Sadurano.

Cosa si salvano da questo uso polivalente, promiscuo e poco lungimirante delle nostre piazze?

Ci mettiamo d’accordo e decidiamo una buona volta qual è la piazza con la P maiuscola?

Potranno un giorno i nostri figli dire anche a Castrocaro: «Mamma, vado in piazza» senza dovere specificare quale?

Si direbbe che nel nostro Comune manchi un centro di gravità permanente, ma forse non lo stiamo cercando.

Gruppo Partecipazione Democratica

Isabella Leoni

novembre 2009 - La marmellata edilizia la mangiamo anche noi

Villette a schiera o condomini che spuntano come funghi in mezzo alla campagna, case dagli stili più impensabili che sorgono in cima alle colline o nelle prossimità di corsi d’acqua, cubature folli che riempiono i lotti
fino ai confini, capannoni di aree artigianali che sono garantite anche alle più piccole frazioni abitate: questi sono solo alcuni esempi di consumo del territorio, fenomeno che interessa tutto il nostro Paese.

Da tempo dilaga la moda del cementificio. E’ stato coniato il termine “marmellata edilizia†per indicare questo spalmarsi di sempre nuove costruzioni sul territorio che tende a fare scomparire il confine tra città e campagna, deturpando il paesaggio.

Se gettiamo uno sguardo alla nostra realtà locale, la situazione non si presenta molto diversa. Facciamo
qualche esempio.

Il condominio costruito nelle immediate adiacenze delle mura medicee di Terra del Sole, i capannoni di Virano che coprono il panorama di Castrocaro a chi viene da Firenze, il condominio-prigione che ha sostituito l’ex-asilo in via Serri Pini, il complesso che continua a espandersi a macchia d’olio dal distributore Beyfin in mezzo alla campagna - fa parte del comune di Forlì, ma ci è fisicamente molto vicino - il condominio che presto sorgerà nelle aree “a destinazione verde†di via Ravaglioli, le attività artigianali disseminate a macchia d’olio: prima di Terra del Sole, lungo tutta la strada di accesso a Terra del Sole, in via Biondina a ridosso dell’antica Pieve di Santa Reparata, all’uscita di Castrocaro e a Pieve Salutare.

E’ chiaro che le attività produttive sono molto importanti, ma di certo si poteva programmare meglio la loro collocazione tenendo presente che la vocazione turistica del territorio richiede di garantirne l’armonia e la gradevolezza.

Adesso il comune si accinge a rendere operante il piano regolatore, decidendo in quali aree si potrà costruire nuova edilizia abitativa.

Candidata in prima linea è la zona del Pianello, dove presumibilmente vedremo presto abbattuti i capannoni del vecchio allevamento - e questa è certamente una buona cosa - sostituiti da villette o case a schiera.

Ma tutte queste nuove costruzioni rispondono a esigenze reali?

Senza bisogno di statistiche, si può rispondere che la popolazione non cresce certo al ritmo con cui aumenta il cemento e che i guadagni di queste operazioni vanno a finire nelle tasche di pochi.

Gli effetti negativi - il consumo di suolo pregiato, la sparizione di territorio libero e verde - ricadono, invece,
su tutti.

Purtroppo le amministrazioni comunali, private dell’Ici, cercano di finanziarsi anche con le entrate derivanti dagli
oneri di urbanizzazione.

Tuttavia, se crediamo che la tutela dell’ambiente significhi un prestigioso biglietto da visita per il richiamo dei turisti e soprattutto una garanzia per una buona qualità della vita, abbiamo il dovere di tutelare il nostro territorio, per impedire ulteriori “marmellate edilizieâ€.

Gruppo Partecipazione Democratica

Isabella Leoni