Venerdì, 10 settembre 2010 - ore 18:41

Urbanistica sostenibile e partecipata: spunti, riflessioni e idee praticabili

Da Partecipa.

Indice

Le risorse ambientali

Ci sono temi che non sono piĂą eludibili dal dibattito e dal confronto pubblico per il futuro dei nostri territori e dei nostri figli.

Uno di questi argomenti è l'uso (e abuso) di risorse ambientali limitate e non riproducibili (beni comuni per eccellenza sono appunto il suolo, l'ambiente e il paesaggio).

L'urbanistica è lo strumento strategico pubblico per eccellenza che interviene pesantemenete e persistentemente sulla destinazione e sull'uso del territorio e per questo deve essere ricondotta ad un ambito di sostenibilità (equità) ambientale, sociale ed economica a beneficio di tutta la collettività (umana e non solo).

Abbiamo così introdotto il concetto di bene pubblico per quanto riguarda la pianificazione urbanistica e quindi il concetto di urbanistica sostenibile e partecipativa.

Vediamo di cosa si tratta e quali spunti devono essere considerati per una sua efficacia civile.

il rapporto Bruntland

Il "Rapporto Bruntland", del 1987 (Gro Harlem Brundtland, Presidente della Commissione Mondiale su Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite) indica i presupposti per una efficace definizione di sviluppo sostenibile: "lo sviluppo che è in grado di soddisfare i bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri"

Il rapporto individua anche i "pilastri" per uno sviluppo sostenibile per le comunitĂ  (locali e nazionali):

  • I parte: preoccupazioni comuni.

"La sostenibilità richiede una considerazione dei bisogni e del benessere umani tale da comprendere variabili non economiche come l'istruzione e la salute, valide di per sé, l'acqua e l'aria pulite e la protezione delle bellezze naturali…"

  • II parte: sfide collettive

"… Nella pianificazione e nei processi decisionali di governi e industrie devono essere inserite considerazioni relative a risorse e ambiente, in modo da permettere una continua riduzione della parte che energie e risorse hanno nella crescita, incrementando l'efficienza nell'uso delle seconde, incoraggiandone la riduzione e il riciclaggio dei rifiuti …"

  • III parte: sforzi comuni

"… La protezione ambientale e lo sviluppo sostenibile devono diventare parte integrante dei mandati di tutti gli enti governativi, organizzazioni internazionali e grandi istituzioni del settore privato; a essi va attribuita la responsabilità di garantire che le loro politiche, programmi e bilanci favoriscano e sostengano attività economicamente ed ecologicamente accettabili a breve e a lungo termine …"

la pianificazione territoriale

Oggi, la pianificazione del territorio presuppone una gestione integrata delle problematiche urbane, territoriali e ambientali tai da far convergere le attese dei cittadini e degli attorie conomici e le politiche delle istituzioni pubbliche verso un progetto comune e codiviso.

Oggi, la pianificazione del territorio deve necessariamente essere orientataa verso il perseguimento di obiettivi di qualità urbana, di sostenibilità paesistico-ambientale e di coesione sociale, attraverso l’attivazione di politiche di intervento basate sulla cooperazione tra gli attori e sulla visione partecipata dei processi di uso e trasformazione del territorio.

Non a caso anche la Regione Emilia Romagna ha recepito queste istanze e nuove necessitĂ  al punto che, con la recente legge n. 6 del 6 luglio 2009 GOVERNO E RIQUALIFICAZIONE SOLIDALE DEL TERRITORIO (di modifica alla n. 19 del 1998 NORME IN MATERIA DI RIQUALIFICAZIONE URBANA) ha giustamente introdotto alcune innovazioni normative, non piĂą solo di indirizzo ma di pratica attuazione, fra cui:

  • La Regione favorisce le iniziative che a livello locale promuovono la partecipazione dei cittadini alla definizione degli obiettivi della riqualificazione urbana attraverso l'istituzione di processi partecipativi o di laboratori di urbanistica partecipata e incentiva il ricorso da parte dei Comuni a procedure concorsuali che consentano la scelta del progetto che meglio corrisponde agli obiettivi di qualitĂ  attesi;
  • individua le modalitĂ  di svolgimento dei processi partecipativi dei cittadini interessati dalle successive fasi di elaborazione e approvazione del programma di riqualificazione urbana;
  • il Consiglio comunale approva un apposito documento di indirizzo che prevede una prima indicazione dei tessuti urbani che presentano condizioni di degrado edilizio, ambientale e sociale e degli obiettivi generali da perseguire attraverso interventi di riqualificazione degli stessi, anche sviluppando processi partecipativi dei cittadini interessati. Per elaborare la proposta di delibera di cui al comma 1, la Giunta comunale, sulla base del documento di indirizzo ed attuando forme di consultazione e partecipazione dei cittadini e delle loro associazioni, svolge con riguardo al territorio urbanizzato una ricognizione dei fabbisogni di:
    a) edilizia residenziale sociale;
    b) dotazioni territoriali;
    c) interventi per migliorare la qualitĂ  e l'accessibilitĂ  degli spazi pubblici e la mobilitĂ  sostenibile;
    d) riqualificazione energetica, ambientale ed architettonica degli edifici e del territorio interessato.

  • A seguito della valutazione di tali fabbisogni la Giunta comunale predispone il Documento programmatico per la qualitĂ  urbana che contiene gli obiettivi di riallineamento funzionale e qualitativo che costituiscono, per ciascun ambito di riqualificazione, le prioritĂ  di interesse pubblico a cui dovranno essere subordinate le successive procedure partecipative, concorsuali o negoziali, di cui all'articolo 3 per la definizione dei contenuti dei Programmi di riqualificazione urbana. Nel caso in cui siano previste varianti agli strumenti urbanistici vigenti che interessino le aree destinate a verde e servizi, il medesimo Documento assicura il rispetto delle dotazioni minime di cui all'articolo A-24 dell'Allegato alla legge regionale 20 del 2000.

gli obbiettivi della pianificazione

Partendo da questi ineludibili presupposti si individuano le condizioni obbiettive, fondamentali, necessarie  e praticabili per un "governo del territorio sostenibile e partecipativo":

  • il contenimento del consumo di suolo non finalizzato al “miglioramento della biocapacitĂ  territoriale”;
  • la costruzione di reti ecologiche, come elemento di massimizzazione degli effetti di rigenerazione ecologica nei confronti della cittĂ  e del territorio;
  • la subordinazione delle trasformazioni urbanistiche a un sistema infrastrutturale compatibile con l’ambiente (mobilitĂ , reti tecnologiche, reti energetiche).

Proposta di una politica di democrazia partecipativa

A questo punto è necessario avanzare una proposta per una percorso partecipato di urbanistica sostenibile.

Partendo dal presupposto che attivare forme e metodi di democrazia partecipativa nelle scelte di governo della cittĂ  e del territorio si promuovono i diritti di tutti e si producono politiche maggiormente condivise, praticabili e piĂą efficaci.

Attraverso meccanismi di partecipazione tutti i cittadini potranno essere protagonisti attivi nella definizione delle prioritĂ  del territorio, nella elaborazione e nelle decisioni che incidono sul proprio terriotorio comunale.

Modifiche allo Statuto Comunale

Affinché la partecipazione sia effettiva e non teorica e i cittadini siano decisionali nelle scelte future, si propone innanzitutto di inserire nello Statuto Comunale alcuni principi fondativi e valori democratici irrinunciabili, quali:

I principi ed i valori

  • la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali dell’amministrazione, attraverso forme e meccanismi di democrazia partecipata (consulte, forum, questionari, referendum abrogativi e propositivi, assemblee di quartiere, bilancio partecipativo);
  • il riconoscimento del cittadino come attore consapevole e responsabile delle scelte relative alla sua comunitĂ ;
  • il miglioramento della qualitĂ  della vita dei cittadini e dell’ambiente in cui vivono;
  • lo sviluppo sostenibile del territorio (economico, sociale, ambientale ed urbanistico);
  • la trasparenza verso la cittadinanza, in ogni atto dell’amministrazione;
  • l’adozione di criteri etici e ambientali nella scelta dei fornitori di beni e servizi;
  • la pari dignitĂ  sociale a tutti i componenti la comunitĂ  locale, qualunque sia la loro espressione etnica e religiosa;
  • il sostegno alle famiglie e alle fasce di popolazione in condizioni di disagio;
  • il rispetto e la promozione dei diritti dell’infanzia;

il potere decisionale dei cittadini

  • l'istituzione, in aggiunta al referendum consultivo, dei referendum propositivo e abrogativo (i referendum sono ammissibili quando lo richiedano dal 2% al 4% degli iscritti alle liste elettorali oppure almeno 1/3 dei consiglieri comunali in carica; il referendum è valido con la partecipazione del 30%-40% degli aventi diritto; per i referendum consultivo e propositivo sono titolari del diritto di partecipazione i cittadini e gli stranieri, a partire dai 16 anni, residenti . o non residenti purchĂ© studino o lavorino nella cittĂ ;
  • l'adozione dello strumento del "bilancio partecipativo";

la partecipazione popolare

  • l'uso di meccanismi di partecipazione democratica, per coinvolgere direttamente i cittadini sia in forma attiva, sia in forma di massima pubblicitĂ  ad ogni intervento urbanistico e sul territorio, il coinvolgimento dei comuni limitrofi in caso di pianificazione di servizi comuni o politiche del territorio sovracomunali.
  • istituzione di organismi di partecipazione pubblica alla gestione dalla “cosa pubblica” per il coinvolgimento di cittadini singoli o associati, di comitati spontanei e associazioni locali;

obbiettivi urbanistici partecipativi

  • prevedere, attraverso l'attivazione degli strumenti partecipativi, piani urbanistici che limitino nuove cementificazioni del territorio ed il consumo delle aree verdi, valorizzando invece le risorse architettoniche, sociali ed ambientali esistenti;

sostenibilitĂ 

  • favorire il restauro degli edifici fatiscenti ed il riutilizzo per altri scopi, sociali od abitativi, delle aree dismesse esistenti, con particolare attenzione a quelli di interesse storico-artistico;
  • attuare un Piano Energetico Comunale, obbligatorio per legge (PEC1, specifico piano relativo all’uso delle fonti rinnovabili di energia). Nel Regolamento edilizio dovranno essere compresi prescrizioni specifiche nelle procedure di concessione edilizia per incentivare il risparmio energetico, l’utilizzo di fonti rinnovabili e per rilasciare la certificazione energetica degli edifici in particolare quelli pubblici;
  • redigere un Censimento energetico del patrimonio edilizio di proprietĂ  comunale, con la nomina di un “Energy Manager”2 per censire, analizzare e pianificare le fonti energetiche ed i consumi dell’intera “macchina comunale” e del territorio e con la proposta di politiche di risparmio energetico;
  • controllo pubblico: assunzione di un preciso impegno a mantenere il controllo pubblico completo e diretto sulla societĂ  di gestione dell’acqua;
  • utilizzo di prodotti e servizi che rispondano a criteri di equitĂ , solidarietĂ  e rispetto dell’ambiente (distributori di bevande, servizi mensa, prodotti assicurativi, servizi bancari…);
  • acquistare carta per uso ufficio di tipo riciclata, stampare i documenti su entrambi i lati, raccolta differenziata della carta negli uffici pubblici;
  • acquistare carta per uso igienico (asciugamani di carta, carta igienica, fazzoletti di carta, tovaglie/tovaglioli di carta) con elevato numero di fibre riciclate e sbiancate/deinchiostrate senza
    l’ausilio di cloro;
  • acquistare arredi (scrivanie, tavoli, sedie, armadi) facilmente riparabili e costruiti senza solventi (formaldeide), prevedere la possibilitĂ  del loro riutilizzo in altri uffici/spazi pubblici;
  • acquisto/conversione dei mezzi di trasporto con veicoli a metano, GPL o elettrici, utilizzo di pneumatici rigenerati;
  • privilegiare l’acquisto di prodotti per pulizia con un alto grado di biodegradabilitĂ  (90-100%) e senza fosfati. Rif. legislativi: L.448/2001; D.Lgs 22/1997, D.M. (Ambiente) 203/2003. Rif. normativi: EMAS, Ecolabel, ISO 14001, ISO 14024, Reg. CEE N. 880/92.


link utili:

Per entrare maggiormente in dettaglio e saperne di piĂą si consiglia la lettura di questo documento (URBANISTICA SOSTENIBILE - APPUNTI. CORSO DI GEOGRAFIA C- aa 2004-05. OLIMPIA NIGLIO - allegato pdf)

Rinviamo inoltre a una serie di definizioni sintetiche per capire meglio i fondamenti della Urbanistica sostenibile