Lunedì, 6 settembre 2010 - ore 13:22

II° Raduno nazionale Liste Civiche per la Sovranità Popolare. Salerno - 7-8 giugno 2008

Da Partecipa.

Indice

2° Raduno nazionale Liste Civiche in democrazia diretta

Video dell'incontro

realizzati da Fiorenzo Fraioli - www.ecodellarete.net


Elenco dei Partecipanti

  • Giuseppe Carpentieri - Parma/Salerno
  • Giovanni Erra - Pozzuoli - Lista Civica: Pozzuoli in Comune
  • Giovanni Nocella - Formia - Lista Civica: Cittadini di Formia
  • Dario Tamburrano - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Andrea Maggi - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Laura Florimonte - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Augusto Merletti - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Beatrice Andolina - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Claudio Sperandio - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Stefano Franco - Roma - Lista Civica: Amici di Beppe Grilli Roma
  • Damiano Baroncelli - Prato - Lista Civica GF
  • Fausto Barosco - Prato - Lista Civica GF
  • Fiorenzo Fraioli - Eco della rete
  • Enrico Nannetti - Bologna - Associazione Piazza Pulita
  • Rossella Lezzi - Bergamo
  • un rappresentante di "Democratici Diretti"
  • due membri del meet up di Avellino (di cui, ci scusiamo, ma non abbiamo il nome)


Invito: Linee Guida per il raduno di Salerno, 7-8 giugno

Questo incontro nasce dalla volontà di alcuni gruppi e cittadini che intendono fare qualcosa di concreto per cambiare le regole delle politiche locali.
Il raduno nasce dall’esigenza di condividere conoscenza ed esperienze.


La rete di internet ha offerto notevoli possibilità di comunicare liberamente (forum e tecnologia Voip), confrontarsi e far crescere programmi comuni; infatti è da internet che si materializzano i gruppi ed i singoli cittadini con l’intento di elaborare un programma politico costruttivo.


I raduni precedenti sono serviti a condividere la conoscenza volta a far crescere una consapevolezza collettiva circa il sistema politico locale e circa i cambiamenti necessari da porre in essere per mettere freno alla corruzione nella pubblica amministrazione ed alla distruzione dello Stato di diritto.


Gli strumenti di democrazia diretta e partecipava ove applicati dimostrano un basso livello di corruzione, controllo completo da parte dei cittadini sui rappresentanti eletti, efficienza decisionale e risparmio economico. Da non dimenticare che gli strumenti democrazia diretta e partecipativa sono una banale applicazione del principio di sovranità popolare sancito dalla nostra Costituzione, infatti gli istituti di partecipazione popolare sono ben conosciuti e mai introdotti poiché tolgono potere ai partiti ed al potere invisibile poiché applicano la trasparenza amministrativa, ed in questo modo tutti i cittadini verrebbero a conoscenza di come sia corrotta la pubblica amministrazione e quindi come porre rimedio.


Quindi è necessario che un soggetto politico vinca le elezioni per cambiare lo Statuto del Comune ed introdurre gli strumenti di vera democrazia.


Il bilancio partecipativo deliberativo, modello Porto Alegre, è lo strumento che cambiare il rapporto fra cittadini ed amministrazione cittadina.
A Porto Alegre, in Brasile 1.300.000 abitanti, dal 1989 i cittadini decidono come spendere il 25% del bilancio comunale, essi attraverso una serie di assemblee popolari, calendarizzate in un anno solare, discutono e votano le priorità che vengono raccolte ed inserite dal Consiglio del Bilancio Partecipativo nel Piano degli Investimenti e successivamente il Consiglio Comunale approva le priorità pervenute “dal basso”.
A Grottammare (AP), 15mila abitanti circa, usando il bilancio partecipativo, in soli due anni hanno deliberato un nuovo Piano urbanistico cittadino, rivisitando quello esistente vecchio di 25 anni, senza aumentare le volumetrie.
Nel New England i cittadini si riuniscono nei Town Meeting (assemblee popolare deliberative) decidono sulle opere pubbliche e/o verificano il bilancio di mandato dei Sindaci, spesso revocano il mandato quando il Sindaco non ha attuato le priorità di programma.
Nel 2009 la Provincia autonoma di Bolzano deciderà se introdurre o meno i più avanzati strumenti di democrazia diretta (iniziativa popolare e referendum) perfezionando anche l’esperienza della Svizzera italiana, Canton Ticino.


Come andare avanti e quali azioni compiere per far crescere interesse e consenso?

A questa domanda tutti i gruppi e le persone che si impegnano nella società civile devono cercare una risposta.


E’ chiaro che non esiste una “ricetta” precisa, ma crediamo che la crisi politica sia soprattutto nell’assenza di democrazia vera e praticata. Sostituire semplicemente un monarca con un altro non costituisce la soluzione del problema.


Praticare la democrazia attraverso le Assemblee di Zona (la parola al cittadino) ed i forum tematici (fare informazione) sono i primi passi che i gruppi possono attuare sul territorio.


Una comunicazione corretta, chiara, approfondita ed un confronto vero e sincero sono i primi passi da compiere.


Bisogna iniziare dall’a b c, dall’educazione civica, i cittadini non conoscono i propri diritti.


Come funziona la pubblica amministrazione? Cos’è un editore puro? Cos’è una società ad azionariato diffuso? Cos’è la sovranità monetaria? Cos’è la decrescita felice?

L’Assemblea di Zona è un incontro autogestito promosso da liberi cittadini interessati ad informare circa un problema ed ascoltare l’opinione di tutti. Il gruppo proponente compie una ricerca approfondita sul tema in oggetto ed invita il quartiere a confrontarsi attraverso un volantinaggio capillare porta a porta. Ogni cittadino ha dei minuti a disposizione. Il gruppo introduce l’argomento anche con l’aiuto di esperti, invia qualche amministratore a dire la sua e poi i cittadini diventano protagonisti.

I forum tematici sono delle conferenze a tema dove un gruppo di liberi cittadini invita dei relatori ad informare i cittadini, ogni relatore espone l’argomento per circa 20 / 30 minuti e poi vi sono le domande dal pubblico.


DIZIONARIO del raduno di Salerno

Democrazia:

da wikipedia: Il termine democrazia deriva dal greco δήμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Il concetto di democrazia non è cristallizzato in una sola versione o in un'unica concreta traduzione, ma può trovare ed ha trovato la sua espressione storica in diverse espressioni ed applicazioni, tutte caratterizzate peraltro dalla ricerca di una modalità capace di dare al popolo la potestà effettiva di governare.

Da Gustavo Zagrebelsky, imparare democrazia, Einaudi.

  • Regola 1. La fede in qualcosa.
  • Regola 2. La cura delle personalità individuali. La democrazia è fondata sugli individui non sulla massa.
  • Regola 3. Lo spirito del dialogo. La democrazia è discussione, ragionare insieme.
  • Regola 4: Lo spirito dell’uguaglianza. La democrazia è basata dall’uguaglianza; è insidiata mortalmente dal privilegio.
  • Regola 5: L’apertura verso chi porta identità diverse. La democrazia esigenze che le identità particolari siano ininfluenti rispetto alla pari partecipazione alla vita sociale; esige in breve di essere potenzialmente multi-identitaria.
  • Regola 6. La diffidenza verso le decisioni irrimediabili. La democrazia implica la reversibilità di ogni decisione (sempre esclusa quella sulla democrazia medesima). Le soluzioni definitive ai problemi, sono quelle che non consentono ripensamenti ed aggiustamenti, sono proprie dei regimi della giustizia e verità, uniche e ferme.
  • Regola 7. L’atteggiamento sperimentale.
  • Regola 8. Coscienza di maggioranza e coscienza di minoranza
  • Regola 9. L’atteggiamento altruistico
  • Regola 10. La cura delle parole.


Cosa si è deliberato a Reggio Emilia il 19-20 aprile

Verbale Congresso Reggio Emilia 19-20 aprile 2008