Da Partecipa.
LABORATORI PER LA PROMOZIONE-FORMAZIONE DI LISTE CIVICHE IN DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
MODULO BASE - TEORIA: dalla delega all'attivismo civile - dalla rappresentanza alla partecipazione
DURATA 1 GIORNO
conduzione a cura di
Alessandro Mengozzi e Claudio Torrenzieri
temi e argomenti trattati:
1) il regime democratico
- modelli e regole del gioco
- storia ed attualitÃ
- democrazia rappresentativa / liberale
- democrazia partecipativa / deliberativa
- strumenti di democrazia diretta
2) la politica
- dalla città / territorio al cittadino/comunitÃ
- mezzi e sistemi di interazione
- Machiavelli: conflitto ed equilibri, Principe, aristocrazia e popolo
- le fasi del ciclo politico
- politics - polity - policy - police
- dal basso verso l'alto e viceversa
3) la governance e i suoi modelli
- dal decentramento amministrativo al pluralismo
- il cittadino attivo, i comitati e le associazioni
- reti economiche e poteri forti
- la comunicazione/ informazione
- il processo partecipativo e pianificazione strategica
- la legge sulla partecipazione toscana
4) la comunicazione politica
- la partitocrazia
- un programma debole per una partecipazione forte
- analisi, raccolta, selezione, diffusione e propaganda circolare
- comunicazione interna efficace tramite strumenti web
5) la gestione di un comitato elettorale
- l'assemblea
- conflitto/consenso
- i gruppi di lavoro - metodo - programma - comunicazione
- dalla selezione dei candidati alle primarie
6) esempi di strumenti e pratiche partecipative
Attrezzature necessarie: lavagna a fogli mobili (nr.1)
MODULO BASE - PRATICA 1: sperimentazione e simulazione della attivazione di un comitato promotore di lista civica locale in democrazia partecipativa
DURATA 2 GIORNI
conduzione a cura di
Alessandro Mengozzi e Claudio Torrenzieri
temi e argomenti trattati:
l'assemblea deliberativa
in questa fase del modulo si prevede che il gruppo dei partecipanti
simuli le prime fasi di costituzione di un comitato:
- selezione dei ruoli:
a) gruppo metodo: facilitatore, osservatore, verbalizzatore
b) gruppo programma: portavoce e attivisti
c) gruppo comunicazione: coordinatore e attivisti
d) altri gruppi di lavoro su tematiche: coordinatore, portavoce, attivisti
- proposta delle regole assembleari
- temi e tempi
- principio di imparzialità /neutralità del gruppo metodo
- metodo del consenso e gestione dei conflitti interni
- elencazione dei temi all'odg
- proposte di argomenti da mettere a confronto e discussione
- presentazione sintetica delle varie proposte
- determinazione dell'ordine di discussione
- breve confronto per la valutazione della varie proposte
- assegnazione di ordine cronologico della varie proposte da discutere
- presentazione sintetica dei temi
- come costruire una sintesi degli interventi e come renderla circolare
- discussione
- visualizzazione delle linee argomentative (storylines)
- deliberazione
- voto non voto
- maggioranza/unanimitÃ
- metodi alternativi
- attuazione/verifica
- valutazione dell'efficacia dell'assemblea
- controllo e eventuale rettifica delle decisioni assunte
Attrezzature necessarie: laptop (min. nr. 3, uno per ogni gruppo, 4/5 consigliati); proiettore (nr.1); stampante b/n (nr.1); fogli A4; lavagna a fogli mobili (nr.1); matite (anche colorate), pennarelli.
MODULO BASE - PRATICA 2: progettazione di un processo partecipativo su alcuni casi reali scelti dai partecipanti
conduzione a cura di
Alessandro Mengozzi e Claudio Torrenzieri
In questo modulo i partecipanti diventeranno progettisti di processi partecipativi su casi tratti dai loro contesti di vita (piano rifiuti, mobilità , piano urbanistico, piano salute, gassificatore, parco eolico, ecc..). In gruppi, discuteranno e disegneranno un percorso da proporre all'amministrazione locale e - se siamo in Toscana - al Garante Regionale per la partecipazione.
Il gruppo dei partecipanti si divide in almeno 2 gruppi, ogni gruppo sceglie un caso per ogni sessione di lavoro.
In una giornata sono previste almeno 2 sessioni di lavoro, una al mattino (di introduzione agli strumenti), l'altra nel pomeriggio.
Per ogni caso saranno sviluppate le seguenti fasi:
- INTRODUZIONE alle metologie e agli strumenti della partecipazione: strategie per l'organizzazione di un processo - metodi di integrazione degli strumenti, tipi di strumenti e caratteristiche.
- indagine di sfondo del tema (gruppo di discussione e brainstorming)
- elaborazione della/delle domande relative alla decisione/azione pubblica da prendere
- disegno del processo di massima
- presentazione del disegno all'altro gruppo
- discussione e valutazione reciproca
Attrezzature necessarie: laptop (min. nr. 3, uno per ogni gruppo, 4/5 consigliati); proiettore (nr.1); stampante b/n (nr.1); fogli A4; lavagna a fogli mobili (nr.1); matite (anche colorate), pennarelli.
MODULO AVANZATO 1: ricercazione movimento locale/lista civica
DURATA DUE O PIù WEEK-END
AFFIANCAMENTO DI UN COMITATO PROMOTORE
DI LISTA CIVICA LOCALE
IN DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA
conduzione a cura di
Alessandro Mengozzi e Claudio Torrenzieri
temi e argomenti trattati:
co-progettazione delle fasi operative
per la promozione, costituzione e attuazione
di una lista civica locale in democrazia partecipativa
- dagli adempimenti amministrativi alla campagna elettorale
- strategie dell'immagine e del consenso
- sviluppo della comunicazione on-line
MODULO AVANZATO 2: ricercazione consensus building/progettazione processo partecipativo
co-progettazione di un disegno di processo partecipativo su un caso reale con un gruppo/amministrazione locale
il contesto può prevedere un gruppo consolidato che intende avviare un processo partecipativo con o senza la collaborazione dell'amministrazione locale.
conduzione a cura di
Alessandro Mengozzi e Claudio Torrenzieri
temi e argomenti trattati:
- indagine di sfondo del tema
- costituzione del gruppo di progetto
- impostazione dello spazio politico/decisionale
- elaborazione della/delle domanda/e sulla decisione/azione da intraprendere
- inventario risorse e tempi
- disegno del processo di massima
- discussione del processo di massima con gli attori visibili (oltre all'amministrazione)
- approvazione del processo di massima da parte degli attori visibili (ed eventualmente l'amministrazione)
- costituzione comitato di pilotaggio
- progettazione di dettaglio e realizzazione
- verifica e valutazione
Se si tratta di piani settoriali, in base alla questione da affrontare (PSC, POC, POA, Piano della mobilità , rifiuti, ecc...) si richiederà la collaborazione di professionisti ed esperti del settore: urbanisti, architetti, analisti LCA (life Cycle Assessment), ingegneri, mediatori culturali, mediatori linguistici, ecc...
APPROFONDIMENTI (in costruzione)
Legge Regionale Toscana sulla partecipazione
Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali.
Teknologirådet
Antonigade 4
DK - 1106 København K
tekno@tekno.dk
www.tekno.dk
Conosciuto anche come Danish Board of Technology [Consiglio Danese per la Tecnologia] è uno dei primi istituti di ricerca ad occuparsi di democrazia partecipativa su scala medio-grande (regione e stato nazione). E' attivo dal 1986. E' un'istituzione pubblica, a servizio del Parlamento Danese, finanziato dal Ministero della Ricerca e controllato da un consiglio di amministrazione che comprende rappresentanti di ministeri, agenzie di programmazione e controllo, e delegati delle organizzazioni di rappresentanza economica e socio-culturale. E' tradizionalmente composto soprattutto da ricercatrici; nella metà degli anni novanta esse hanno elaborato e poi brevettato per la UE il metodo EASW© (European Awareness Scenario Workshop) che la stessa raccomanda di impiegare per l'implementazione del programma LA21 (Local Agenda 21). Sul sito è disponibile una rassegna delle numerose metodologie utilizzate e (alcune di esse) ideate dall'istituto.
The Environment Council
212 High Holborn
UK - WC1V 7BF London
www.the-environment-council.org.uk
Sorto nel 1968 come organizzazione ombrello delle ngo ambientaliste poi si è professionalizzato e nel 1986 assume il nome attuale (TEC). Dalla fine degli anni ottanta inizia a concentrarsi su due tipi di intervento: il Sustainable Business Forum e l'Enviornmental Resolve. Il primo era un forum di imprese sensibili che volevano promuovere dei progetti in cui si mediassero e bilanciassero gli interessi con le organizzazioni ambientaliste e protezioniste. L'Environmental Resolve era composto dagli esperti di adr (alternative dispute resolution), mediazione, facilitazione e progettusti di processi decisionali del TEC e forniva supporto al Forum e ad altre controversie pubbliche sorte sulle tematiche ambientali. Il primo caso fu la gestione del lago Winderemere nel Lake District nel 1993 e le negoziazioni sulla dismissione (decommissioning) della piattaforma Brent Spar nel 1995. Il suo approccio è molto discorsivo ed è centrato su tecniche aperte di ricerca di un terreno comune (consensus building) dal quale poi far partire mediazioni o negoziazioni efficaci. E' una charity (organizzazione no-profit) ma è sponsorizzata da molte multinazionali.
Commission Nationale du Débat Public - CNDP
6 rue du général Camou
F - 75007 PARIS
www.debatpublic.fr
La procedura di inchiesta pubblica (enquête publique) francese è stata instaurata nel 1810 poi riformata nel1959 e nel 1983. Il commissario dell’inchiesta nominato dal tribunale amministrativo svolge un’inchiesta sull’utilità pubblica di un opera di rilievo locale e dichiara al prefetto un verdetto finale. Nel 1995 è stata istituita presso il Ministero dell’Ambiente la Commissione Nazionale del Dibattito Pubblico un nuovo strumento per avviare ampi processi di “dibattito pubblico†su opere di rilievo nazionale. Ora la CNDP è nominata per decreto del Presidente della Repubblica. Attualmente, all'interno della procedura di dibattito pubblico vengono utilizzati strumenti come la consensus conference, la giuria dei cittadini, il scenario workshop e il sondaggio deliberativo.
I padri della filosofia della ricerca-azione e della democrazia-partecipativa (Kurt Lewin; John Dewey); le tecniche aperte: gruppo di discussione (Wilfred Bion), brainstorming (Alex Osborn), focus group (Robert King Merton), Open Space Technology (Harrison Owen); le tecniche strutturate: conferenza di Ricerca (Tavistock Institute), scenario workshop, consensus conference (Danish Board of Technology), Giuria dei Cittadini (Jefferson Center), Sondaggio Deliberativo (James Fishkin);
strumenti di supporto: mappe concettuali* (Joseph Novak) mappe mentali* (Toni Buzan), mappe grezze* (Ivar Oddone), catene argomentative o modello argomentativo di Toulmin* (Stephen Toulmin).
Esistono oggi anche specifici software freeware e proprietari per la realizzazione informatizzata di tali strumenti.
1962 Port Huron Statement (SDS, Students for a Democratic Society - Tom Hayden), primo documento in cui compare il termine participatory democracy.
Libri
- Bobbio, Luigi
- (a cura di), Amministrare con i cittadini, viaggio tra le pratiche di partecipazione in Italia, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2007
* (con Alberico Zeppetella), Perche proprio qui?: grandi opere e opposizioni locali, Milano, Franco Angeli, 1999
* A più voci. Amministrazioni pubbliche, imprese, associazioni e cittadini nei processi decisionali inclusivi, Roma, Edizioni Scientifiche Italiane, 2004
* Le arene deliberative, in Rivista italiana di politiche pubbliche n. 3, 2002
* I governi locali nelle democrazie contemporanee - Roma - Laterza, 2004
- Ginsborg, Paul, La democrazia che non c'è, Einaudi, Torino, 2006
- Pasquino, Gianfranco (a cura di), Strumenti di democrazia, Il Mulino, Bologna, 2007
- Sclavi, Marianella (a cura di), Avventure urbane, progettare la città con gli abitanti, Eléuthera, Milano, 2002
RIVISTE
PARTECIPAZIONE & CONFLITTO (Franco Angeli, Milano)
Partecipazione e Conflitto è la prima rivista in Italia specializzata in analisi della partecipazione politica e sociale nel senso ampio del termine. Essa intende ospitare ricerche e studi che si focalizzino sulle trasformazioni della politica e dei suoi attori principali (partiti politici, gruppi di interesse, movimenti sociali, associazioni, sindacati, ecc.) concentrandosi in particolare sulle dinamiche della partecipazione sia da parte di chi agisce secondo modalità convenzionali, sia da parte di chi invece predilige repertori d’azione orientati alla protesta. Su questa linea, un’attenzione particolare è rivolta anche alle dinamiche di trasformazione dei sistemi politici contemporanei con uno sguardo attento ai processi di democratizzazione e alle nuove forme di organizzazione democratica in senso partecipativo oltre che agli spazi che si aprono a nuove forme di governance sia a livello locale e subnazionale sia a livello sovra-nazionale. Il numero 0 è interamente scaricabile gratuitamente.
ARTICOLI ON LINE
- Tesi di Alessandro Giugia, Il referendum nell'ordinamento italiano
- Paul Ginsborg, La Crisi della Democrazia Rappresentativa (intervento al Social Forum di Firenze, 2002)
CASI STUDIO
Bobbio, L.
- Come smaltire i rifiuti. Un esperimento di democrazia deliberativa, in Stato e Mercato, n.64, aprile 2002
* Smaltimento dei rifiuti e democrazia deliberativa, Università di Torino, Dipartimento di Studi Politici, Working Papers n.1, 2002
Lewanski, Rodolfo (a cura di) - [dal 17/09/08 il prof. Lewanski è Garante della Partecipazione della Regione Toscana]
- Le 'giurie di cittadini': le prime sperimentazioni in Italia , (in Blanchetti, E. e Conti, E., a cura di), in NimbyForum 05/06, Infrastrutture, energia, rifiuti: l’Italia dei sì e l’Italia dei no, II edizione, ARIS, Milano, 2006, pp. 70-80. scaricabile in
Stefania Ravazzi, Noemi Podestà , Alberto Chiari - Dipartimento Studi Politici, Università di Torino
SCHEDE STRUMENTI
Premessa
Per progettare un buon percorso partecipativo non è sufficiente conoscere gli strumenti di partecipazione. Per impiegare con competenza tali strumenti serve una preparazione teorica e una buona esperienza maturata sul campo. Di seguito si offre una panoramica sintetica e non esaustiva dei principali strumenti di partecipazione che conosciamo. Tuttavia sempre nuovi strumenti sono possibili e re-inventabili.
Classificazioni
Si offre qui anche un tentativo di classificazione per comprendere meglio limiti e potenzialità di ogni strumento
STRATEGICI/OPERATIVI
I primi riguardano macro strategie di medio lungo periodo, grandi mutamenti che richiedono tempo; quelli operativi riguardano azioni con un buon livello di dettaglio e a breve scadenza. Quasi tutti gli strumenti possono essere validi per entrambe le prospettive anche se certi strumenti ci paiono più adatti per produrre linee guida strategiche mentre altri per direttive dettagliate.
APERTI/CHIUSI
I primi tendono far emergere i problemi e le opportunità latenti da un contesto sociale, un territorio, una organizzazione; i chiusi tendono ad operare delle selezioni, a stringere le opportunità per mettere in cantiere le azioni.
STRUTTURAZIONE FORTE / DEBOLE
I primi sono maggiormente guidati dai progettisti/facilitatori, nei tempi, nei temi, nelle domande di discussione, nelle sintesi, nella selezione dei partecipanti; i secondi concedono più spazio ai partecipanti di progettarsi il proprio percorso ma necessitano di maggiore impegno da parte degli stessi.
SCALA TERRITORIALE
In genere gli strumenti considerati possono essere adattati a qualsiasi scala territoriale, ambito locale o micro; tuttavia certi strumenti ci paiono più efficaci a certe scale, meno in altre.
RAPPRESENTATIVITA' DEL GRUPPO SOCIALE DATO BASSA / ALTA
Riguarda il grado di rappresentatività che lo strumento è in grado di offrire rispetto al gruppo sociale considerato. Ad esempio un referendum italiano ci offre un'alta rappresentatività dei cittadini sopra i 18 anni, residenti in una data area territoriale e/o titolari di cittadinanza italiana anche se residenti all'estero (nel caso di referendum nazionale). Alcuni strumenti coinvolgono molti soggetti, altri strumenti un numero più limitato, quindi più difficilmente rappresentativo.
INCLUSIVITA' TERRITORIALE BASSA / ALTA
L'inclusività non riguarda la rappresentatività di un gruppo dato (come nel referendum) ma la capacità di includere tutti. Con tutti si intendono diverse formazioni/aggregati sociali o soggetti ai quali non è riconosciuta la titolarità dei diritti politici, talvolta anche in senso ampio la titolarità della cittadinanza. E' una questione molto attuale che riguarda i mutamenti della società complessa: globalizzazione, immigrazioni, cosmopolitizzazione, metropolizzazione, ecc... Un esempio banale: molti di noi sono pendolari, sono cittadini di un comune dove risiedono, dove dormono, ma per molti aspetti (p.e. politici) non sono cittadini del comune in cui si recano quotidianamente a lavorare; altro esempio: i giovani sotto i 18 anni, gli immigrati; le imprese e le organizzazioni sono soggetti complessi che agiscono sul territorio ma non sono cittadini, non votano, ma necessitano di forme di inclusione ai processi decisionali perchè comunque fanno scelte che riguardano il territorio e mobilitano risorse economiche, sociali (voti), culturali (argomenti pubblici) che possono far sviluppare o mandare in crisi un territorio.
SELETTIVITA' BASSA / ALTA DEI PARTECIPANTI
Tutti gli strumenti operano una selezione dei partecipanti perchè molti meccanismi selettivi sono impliciti (p.e., luogo e orari degli incontri sono fattori che favorisconono determinati gruppi/categorie sociali piuttosto che altri). Per questo il cosiddetto approccio Outreach significa che i partecipanti bisogna anderseli anche a cercare per rompere alcune barriere che possono scoraggiare o sfavorire qualcuno. Alta selettività quindi significa maggiore attenzione nell'inclusione di soggetti considerati spesso deboli o distanti, tentativi di ricerca e inclusione dei soggetti "silenziosi" o riluttanti alla partecipazione, la costruzione dei cosiddetti campioni rappresentativi di una popolazione di riferimento. In tali tipi di approccio però, molto spesso, si restringe l'accesso per i soggetti più motivati alla partecipazione, in certi momenti infatti è necessario ridurre la folla (dei supporter) per agevolare la discussione e la negoziazione e tendenzialmente significa anche riduzione del numero dei soggetti coinvolti.
CAPACITA' DI MEDIAZIONE/NEGOZIAZIONE ALTA / BASSA
Con potenzialità di mediazione/negoziazione di uno strumento partecipativo intendiamo le condizioni di cornice (framework) che condizionano il raggiungimento di un accordo tra le parti/punti di vista coinvolte/i. Oltre alle condizioni di cornice comunque sono necessari facilitatori capaci.
ACCESSIBILITA' ALTA / BASSA
Per accessibilità si intende una categorie complessa che comprende sia la facilità e la flessibilità di accesso ai momenti partecipativi sia i modi di espressione delle proprie preferenze (sedi vicine e diffuse, larga flessibilità degli orari di accesso, semplicità dei modi di espressione delle proprie preferenze, impegno di risorse dei partecipanti soprattutto riguardo al tempo di coinvolgimento). P.e., mettere una crocetta su delle opzioni predefinite è più semplice che sostenere in maniera convincente un argomento, verbalmente, in pubblico o in televisione.
COSTI
I costi di implementazione di ogni strumento variano da caso a caso, in base alle scale e alla complessità del tema che si affronta. Qui offriamo delle stime relative, considerando quindi la parità di scala e di tema. Tuttavia non possono essere considerate nè affidabili, nè esaustive ma solo un nostro orientamento generale.
strumento
| breve descrizione
| tipologia
| punti forti
| punti deboli
| casi
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referendum
| Erede del plebisctito di epoca romana. Consiste nella sommininstrazione di domande chiuse SI/NO ai cittadini su oggetti di discussione
| operativo, chiuso, fortemente strutturato, scala nazionale o più raramente comunale ed europea, alta rappresentatività , bassa inclusività , bassa selettività .
| conoscenza diffusa; accessibilità alta: semplicità e rapidità di espressione (lacroce sul sì o sul no), flessibilità dei tempi di coinvolgimento; chiarezza risultato
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problemi di bassa inclusività , la discussione avviene soprattutto su media (tv, giornali, internet) con bassa capacità di mediazione e negoziazione perché il confronto non avviene su un terreno comune ma sui tentativi di convincimento a favore della propria posizione ormai bloccata; costo alto
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| giuria dei cittadini
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| town meeting
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| scenario building
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| consensus conference
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| search conference
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| focus group
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| sondaggio deliberativo
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| citizens summit
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valori cardine della democrazia:
uguaglianza politica
non tirannia della maggioranza - tutela, autonomia, indipendenza delle minoranze
partecipazione
deliberazione
Per deliberazione, nella concezione anglosassone del termine, si intende la consapevole attività di riflessione, argomentazione e ponderazione delle questioni di pubblico interesse.
La qualità della deliberazione dipende dalla realizzazione di 4 cruciali fattori:
1) completezza dell'informazione;
2) precisione delle informazione in merito al tema trattato;
3) consapevolezza e correttezza delle persone coinvolte nel dibattito;
4) pluralismo delle posizioni presentate.
Appunti tratti da esperienze politiche
Appunti (di Claudio Torrenziere e Mauro Collna) tratti dalle esperienze svolte nel lavoro formativo della lista civica Partecipazione democratica di Castrocaro Terme e Terra del Sole
Appunti in rete
- Per una nuova cultura della sinistra: quali forme di azione politica a livello locale in risposta alle sfide della società globale
" (...) La democrazia partecipata si deve affiancare ed integrare ai meccanismi più tradizionali di partecipazione democratica, rafforzando il contenuto sostantivo dell'ideale democratico.
Dietro l'affermazione di queste nuove forme democratiche vi è una diversa concezione della democrazia, nonché della cittadinanza, che sottolinea l'importanza della comunità e denota una concezione sociale dell'individuo, opposta a quella iperindividualista del modello liberale, in particolare nella sua variante liberista."
(continua ...)
- La prassi del voto popolare
"(...) Ogni persona o gruppo ha, in via di principio, diritto di richiedere una votazione popolare, sia a livello comunale, sia a livello regionale o nazionale. A secondo del livello interessato, viene peró richiesta una petizione sottoscritta da un numero minimo di persone, ossia una percentuale minima degli aventi diritto al voto." (... continua)
Le ‘giurie di cittadini’: le prime sperimentazioni in Italia di Rodolfo Lewanski, Facoltà di Scienze Politiche, Università di Bologna - pubblicato in Blanchetti, E. e Conti, E. (a cura di), NimbyForum 05/06, Infrastrutture, energia, rifiuti: l’Italia dei sì e l’Italia dei no, II edizione, ARIS, Milano, 2006, pp. 70-80.