Da Partecipa.
MeetUp e Democrazia partecipativa
Il fenomeno MeetUp nasce poco dopo la rapida ascesa del blog di Beppe Grillo. Attraverso una piattaforma di comunicazione, già ampiamente usata all’estero, si formano spontaneamente decine di gruppi dei persone che condividono uno spazio virtuale.
Gli “amici di Beppe Grillo” (Vittorio Zucconi li chiama “quelli di Grillo”) sono persone che, ispirate da Beppe, impiegano il loro tempo, senza alcun tornaconto, per portare avanti iniziative in totale indipendenza anche dallo stesso ispiratore. Come riferimento non hanno partiti, ideologie, poteri forti o principi religiosi, ma la volontà di fare qualcosa per migliorare le condizioni di vita di tutti. Nelle istituzioni non vedono coerenza o azioni di miglioramento e per questo si rivolgono ad associazioni, gruppi di cittadini ed a tutti coloro che avvertono il disagio in una società ingiusta.
Il cambiamento può avvenire solo dal basso. Ad oggi, mentre il blog di Beppe Grillo corre al ritmo di 300.000 visite giornaliere (primo in Italia e quindicesimo nel mondo), i MeetUp sono diventati quasi 200, si trovano anche all’estero e contano oltre 35.000 iscritti. Non ci sono vincoli di sorta, ognuno può aprire un MeetUp. In Abruzzo abbiamo quelli di Pescara, Teramo e l’Aquila ed inoltre il MeetUp "Il Nazionale" è sorto per iniziativa dell’organizer del MeetUp di Pescara.
Alcuni dei temi che vengono portati avanti: commercio equo, finanza etica, libera informazione, class action, democrazia partecipativa, gestione dei rifiuti, inquinamento, salute, acqua e diritti naturali… Chiunque può proporre e portare avanti iniziative che ritiene importanti In particolare, nella serata del 29 Maggio a Roseto, Grillo ha parlato della Democrazia Partecipativa e della necessità da parte dei cittadini di riappropriarsi del governo del proprio comune, che nella maggior parte dei casi, appare in mano ad amministratori poco attenti alla volontà ed alle necessità dei cittadini e molto attenti agli interessi del partito, della famiglia e degli amici.
La democrazia partecipativa propone un modello diverso dalla democrazia rappresentativa per un motivo molto semplice: i rappresentati degli elettori disattendono il loro mandato, anzi proclamano l’assenza di tale vincolo, inoltre tendono ad agire per l’interesse personale, del partito o di una parte dimenticando che loro unico obiettivo è quello di agire nell’interesse di tutti. In special modo di coloro che non hanno i mezzi economici, politici, relazionali per affermare i propri diritti.
In sintesi la democrazia partecipativa (o democrazia diretta) ha come obiettivo l’introduzione di un metodo fondato su tre punti chiave: - partecipazione; - trasparenza; - mandato vincolato. Partecipazione: Rendere partecipe la collettivita' nella vita pubblica. Ridare quella sovranita' perduta dando la possibilita' di esprimere il proprio consenso, vincolante, in merito ad opere a forte impatto territoriale. Portare le problematiche dei cittadini alla pubblica amministrazione in maniera veloce, efficace e trasparente con l'ausilio di riunioni pubbliche suddivise per quartieri. Fornire strumenti, utilizzando le tecnologie legate ad internet, che mettano in relazione diretta le persone con gli amministratori locali. Trasparenza: Termine cruciale del quale si abusa spesso.
Per noi significa che i comuni devono rendere i cittadini partecipi del loro stato economico e delle loro spese. Tutti colori che hanno incarichi politici di qualsiasi natura devono vedere pubblicato mensilmente il loro compenso ed il loro 740. Sono nostri dipendenti e ci sembra ovvio che i “datori di lavoro” conoscano la retribuzione dei loro “dipendenti”. Trasparenza significa anche pubblicare tutti gli atti e delibere delle amministrazioni comunali, in modo tale da avere sempre una visione limpida e chiara dello svolgimento del mandato. Mandato: Il mandato vincolato non e' previsto dalla nostra costituzione. L'art.67 della stessa lo sancisce in maniera inequivocabile. Siamo però in un periodo storico in cui questo non può essere più accettato, troppi sono gli episodi di mala gestione dove il cittadino non può assolutamente intervenire, dove non può chiedere di rimuovere nessuno quando sarebbe un suo sacrosanto diritto.
Noi del MeetUp vediamo la democrazia partecipativa come una via da percorrere per riappropriarci dei nostri diritti naturali, per contrastare la logica del profitto, dello sviluppo privo di controllo, della crescita dei consumi e per tornare ad essere gli artefici del nostro destino. Qualcuno, più semplicemente, vede nella democrazia partecipativa uno strumento di critica della democrazia liberale, da più parti mitizzata al punto da ritenerla perfetta e quindi non migliorabile. Più semplicemente, noi siamo con Beppe Grillo quando ci dice che dobbiamo tornare ad avere l’aria pulita, l’acqua, l’energia del sole e della terra, la tranquillità , la salute e tutti gli altri elementi inalienabili da ogni persona, ma che qualcuno, travisando di proposito un consenso, ha venduto al miglior offerente.
La realtà è sotto gli occhi di tutti. Se le persone non si interessano direttamente della “cosa pubblica” questa gli viene pian piano sottratta. Di primaria importanza per questo processo di “democrazia diretta” è l’aspetto legato all’informazione che oggi, più che mai è facilitato da internet e dalla logica della rete. Per questo, come prima cosa, occorre avere l’accesso alla rete come “diritto di nascita”. Intendiamo dire che l’accesso alla rete deve essere libero, per tutti, in ogni luogo, senza limitazioni di carattere tecnico ed economico. Le nuove tecnologie lo consentono, ma senza un’azione rapida e precisa si corre il rischio che anche queste tecnologie ci vengano tolte e vendute a chi vorrà farne solo profitto. Invece il metodo che stiamo proponendo è quello delle liste civiche che accolgano i principi sopra enunciati e che si connettano tra loro a formare una rete di interscambio culturale, politico e sociale. Un sistema dove si agisca per spirito di collaborazione e non per competizione.
La competizione è un'arma e una chiusura. La collaborazione è una relazione e un’apertura. Ovviamente la lista civica in democrazia diretta sarà la prima a fare dei principi di partecipazione, trasparenza e mandato vincolante, i propri punti di riferimento aprendo un sito internet in cui vi sarà tutto il suo operato, il casellario per carichi pendenti dei loro candidato e tutto ciò che rifletta quello in cui si crede. In Abruzzo, come in molte altre parti d’Italia dove si stanno muovendo da tempo, l’iniziativa delle liste civiche appare, oggi più che mai, una nostra priorità .
Una condizione necessaria per la “ricostruzione del bene comune”. A tal proposito, il 15 Giugno 2007, c'e' stata, presso l'hotel Miramare di Marina di Citta' S.Angelo, una serata, con circa 200 persone, per confrontarci con tutti coloro che vorranno partecipare. Insieme proveremo a costituire delle liste civiche che portino a ripristinare quella dignità elettorale che, con il tempo, è venuta sempre meno. A causa della nostra poco accortezza (dando il nostro voto in cambio di favori di ogni sorta) abbiamo svenduto la cosa pubblica che difatti è ormai sottratta a color che dovrebbero sovraintenderla, ossia la cittadinanza. E’ tempo di riappropriarci del mal tolto.
A tal proposito e' stato aperto il sito pescaraincomune.it by Amici di Beppe Grillo dell'omonima lista civica, lo stesso Grillo ha autorizzato l'utilizzo del "by amici di Beppe Grillo" alla lista PESCARA "IN COMUNE"
Si spera che altre realta' locali vogliano prendere l'esempio da noi, e da altre realta' simili, e spingersi verso questa "nuova frontiera" per la restituzione della sovranita' popolare sottratta. Siamo dei "pionieri", dobbiamo darci man forte l'un l'altro e fare rete.
Questo sito nasce proprio con questo intento, ossia fare rete. Uniamoci.
Stefano Murgo