Lunedì, 20 maggio 2013 - ore 22:42

La struttura di uno strumento di scrittura collaborativa per la democrazia partecipata

Da Partecipa.

Roberto Casati (CNRS Institut Jean Nicod, Ecole Normale Supérieure et Ecole des Hautes Etudes en Science Sociales, Paris, France; casati@ehess.fr)

Gino Roncaglia (Dipartimento di scienze umane, Università della Tuscia, Viterbo, Italia; roncagl@unitus.it)

Versione 2007â€02â€05; questa versione del testo è stata presentata al convegno Documentalità: l'ontologia degli oggetti sociali, Torino, Fondazione Rosselli, 25â€26 gennaio 2007


Per approfondimenti:
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Abstract

E-printis in Library

Italian abstract

La democrazia partecipata consiste nel coinvolgimento diretto dei cittadini nei processi decisionali a livello locale o nazionale; ma in assenza di strumenti specifici, e non avendo né la possibilità né la pretesa di sostituirsi alla rappresentanza elettorale, la nozione di democrazia partecipata rischia di non avere un contenuto. Il progetto che viene presentato propone la realizzazione di uno strumento di scrittura collaborativa via web – basato sull’uso di una piattaforma wiki integrata da componenti specifiche – per la redazione di testi normativi, e in particolare di progetti di legge. La democrazia partecipata viene in tal modo reinterpretata come un processo di ‘go and stop’ in grado di produrre contenuti che anticipano e alimentano l’elaborazione normativa svolta nei luoghi deputati (p. es. Commissioni Parlamentari), permettendo ai cittadini di esercitare una funzione di ‘consulenza attiva’ pienamente compatibile con le responsabilità e i ruoli rappresentativi e decisonali previsti dall’ordinamento vigente. L’intervento illustrerà innanzitutto le caratteristiche essenziali degli strumenti wiki, anche attraverso il riferimento al più noto fra essi, Wikipedia. In particolare, ci si soffermerà sull’idea di negoziazione nella redazione collaborativa di un testo, e sull’uso a questo fine di meccanismi di collaborative filtering. Saranno anche discussi alcuni dei problemi legati all’uso di strumenti wiki: il vandalismo, e la gestione di ‘gemmazioni’ che portano allo sviluppo parallelo di redazioni alternative del testo. Si passerà quindi alla descrizione delle funzionalità di base di una piattaforma che offra, accanto alle funzionalità wiki e a quelle necessarie alla discussione dei testi inseriti (nelle loro diverse stesure), caratteristiche di repository e tracciamento per le proposte presentate, di raccolta collaborativa della relativa documentazione (saggi ed interventi rilevanti, normativa degli altri paesi, ecc.), nonché strumenti specifici di formazione e autoformazione dell’utenza (guide e template per la stesura di testi normativi, materiale di reference sull’iter dei processi normativi e in particolare del processo legislativo, ecc.). Inoltre, dovrebbe essere possibile l’aggiunta guidata di metadati descrittivi, strutturali e gestionali in maniera rispondente agli standard esistenti nel campo della marcatura di testi normativi. Il progetto comprende l’identificazione di un workflow dettagliato che parta dalla prima presentazione delle proposte in piattaforma, per prevedere poi una fase di verifica minimale della sua realizzabilità, che porti all’assegnazione alla proposta di uno o più tutor professionalmente qualificati – con la funzione di ‘facilitatori’ del successivo processo redazionale – e alla discussione e redazione collaborativa di un testo formalmente corretto, ma anche consistente e difendibile dal punto di vista del contenuto. Durante tale processo, saranno previsti strumenti specifici per la gemmazione di testi alternativi, così come per la convergenza negoziale in un unico testo di redazioni orginariamente diverse, e per l’abbandono ‘documentato’ di proposte che si rivelassero non realizzabili o incapaci di raccogliere consenso. Gli strumenti offerti si fermerebbero comunque alla fase della negoziazione redazionale del testo, mentre l’eventuale iter successivo dei progetti così redatti resterebbe affidato esclusivamente ai soggetti che ne hanno titolarità, e alle procedure previste dalla normativa vigente. Sosterremo due tesi: (1) uno strumento quale quello ipotizzato permetterebbe un allargamento nel coinvolgimento e nella partecipazione dei cittadini al processo di elaborazione normativa, ma (2) permetterebbe anche un miglioramento nella qualità di tale elaborazione, e nella trasparenza e documentabilità del processo stesso. I valori dell’apertura, della trasparenza, della documentabilità, sembrano in tale quadro non solo conciliabili ma funzionali rispetto al rigore argomentativo e formale del processo di elaborazione documentale, e dunque alla qualità dei testi normativi prodotti.






English abstrac

The participated democracy consists in the direct involvement of the citizens in the decisional processes at local or national level; but in absence of specific instruments, and not having the possibility to replace itself to the electoral representation, the notion of participated democracy risks not to have a content. This project proposes the realization of an instrument of collaborativa writing via web - based on the use of one integrated platform wiki from specific members - for the norm writing.
We will support two thesis: (1) an instrument which that one assumed would allow an increase in the involvement and the participation of the citizens to the process of normative elaboration, but (2) would allow also an improvement in the quality of such elaboration, and in the transparency and documentability of the same process.



Premessa

Questo intervento si propone di presentare, in maniera sintetica ma – speriamo –ragionevolmente completa, un’idea in fondo abbastanza semplice: utilizzare alcuni strumenti di lavoro collaborativo in rete per la redazione di bozze o progetti di testi normativi (e in particolare di progetti di legge). Le potenzialità degli strumenti di rete nel favorire non solo una maggiore trasparenza nelle varie fasi di elaborazione dei testi normativi e una loro migliore reperibilità e accessibilità, ma anche un migliore coordinamento fra i soggetti responsabili della loro redazione, sono ormai largamente riconosciute. Per limitarci al nostro paese, è proprio su queste considerazioni che si basa ad esempio il progetto ‘Norme in rete’, divenuto in pochi anni un importante punto di riferimento nel settore delle attività normative1.
Ormai diffusa è anche l’idea che l’attività redazionale di testi normativi possa avvalersi di strumenti informatici specifici, quali editor e linguaggi di marcatura, con l’obiettivo di standardizzarne alcuni aspetti strutturali e permetterne una più completa descrizione e una migliore ricercabilità attraverso l’uso di metainformazioni adeguate.
Questo lavoro, tuttavia, sembra finora coinvolgere i cittadini più come soggetti da informare che come soggetti da coinvolgere nelle attività di elaborazione normativa. In altri termini, gli strumenti realizzati sembrano rispondere alle esigenze di un sistema di elaborazione normativa più efficiente, rigoroso e trasparente, ma non compiono il passo, ulteriore, che potrebbe indirizzarli verso un sistema maggiormente partecipato. (continua)


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