Da Partecipa.
Metodologia Condivisa
In mancanza di un percorso partecipativo reale con i cittadini ... sperimentato e adeguato .... i promotori di liste civiche (ma non solo) rischiano di farsi fagocitare in un vortice di impegni "distanti" dalla politica vera quella della "sovranità popolare" e di perdere, così, il contatto con la gente. Occorrono strumenti di sostegno (tecnico) e di solidarietà (politica) fra i gruppi per trovare le risposte alle esigenze amministrative ma occorre anche identificare un processo metodologico di regole e di metodi e prassi gestionali ed organizzative (sia internamente all'aggregazione sia nel rapporto esterno coi i con-cittadini) condiviso da tutti gli attori sociali del "gioco democratico" ...
«Se la democrazia è prevalentemente un insieme di regole di procedura, come può pretendere di contare su “cittadini attivi”? Per avere dei cittadini attivi non occorrono forse degli ideali?»
«Le così spesso derise regole formali della democrazia hanno introdotto per la prima volta nella storia delle tecniche di convivenza, volte a risolvere i conflitti sociali senza ricorrere alla violenza. Solo là dove vengono rispettate queste regole l’avversario non è più un nemico (che deve essere distrutto) ma un oppositore che domani potrà prendere il nostro posto»
(da "Il futuro della democrazia" di N. Bobbio)
le regole e il metodo
di Claudio Torrenzieri
Partecipazione =
informazione, formazione, proposizione, deliberazione, azione, revisione
- Partecipazione: qualsiasi decisione deve essere valutata in ambito assembleare - eventuali organi direttivi hanno funzione di organizzazione, coordinamento, attuazione delle delibere
- Informazione: corretta, completa e comprensibile riproducibile, condivisibile, storica (libero accesso a tutti i documenti pubblici, anche a mezzo internet - recenti modifiche ed aggiornamenti in merito all'informazione ed alla partecipazione a mezzo internet, dal 1 gennaio 2006 è entrato in vigore il Codice dell'amministrazione digitale (pdf) (GU n. 112 del 16-5-2005 -Suppl. Ordinario n. 93) e sono stati introdotti nuovi diritti per i cittadini e le modalità di accesso ai documenti della Pubblica Amministrazione.)
- Formazione: confronto e dibattito egualitario.
- Proposizione: elaborazione di un processo decisionale con assunzione di paternitĂ e responsabilitĂ (sarĂ compito dell'esecutivo progettare i processi deliberativi. Il processo definitivo prima di essere avviato oltre ad ottenere l'approvazione dell'assemblea amministrativa - consiglio comunale, provinciale o regionale, dovrĂ ottenere l'approvazione degli attori della societĂ civile)
- Deliberazione: adozione di decisione; in democrazia decidono le maggioranze dei partecipanti al voto. Nel processo deliberativo è ampiamente prevista la possibilità di avanzare proposte da parte di singoli e/o di gruppi di cittadini, è previsto il confronto aperto e l'approfondimento del tema in discussione prima della votazione. Obbiettivo della deliberazione la massima condivisione - in caso di mancanza di unanimità , persistendo una minoranza, questa avrà il potere di controllo e verifica con la possibilità di rendere reversibile la decisione assunta.
- Azione: puntuale adempimento della decisione popolare. (La deliberazione popolare deve essere vincolata al processo decisionale) L'adempimento sarà eseguito adottando tutte le procedure atte a verificarne il controllo così da rendere trasparente accessibile e visibile l'azione.
- Revisione: in un società del buon senso è consigliabile verificare l'efficacia della decisione presa in itinere (durante lo svolgimento dell'azione) ed eventualmente di rivederla o revisionarla col fine di correggerne gli errori riscontrati.
vedi anche "Principi fondanti"
Commento:
Serve identificare poche altre cose comuni che abbiano come scopo la restituzione ai cittadini della loro sovranitĂ decisionale! bisogna evitare di aver la presunzione di poter trattare tutti gli argomenti possibili immaginari ... roba da partiti strutturati e con tanto di esperienza e consulenza appropriata ... per noi ci vuole tempo .. tempo .... tempo e calma ... calma serve concentrasi su pochissime cose ma di spessore ... come mettere i cittadini in condizione di conoscere e decidere sul bilancio amministrativo ... sul piano regolatore ... e poco altro ... ma senza dover entrare nel merito degli strumenti tecnici (illeggibili a gente comune) ma affidandosi alla logica e alla capacitĂ della gente di sapere di cosa ha bisogno ... chi meglio dei cittadini sa come deve essere organizzato il servizio pubblico ... quanti tram servono in quali ore devono transitare ecc ... chi meglio dei cittadini sa quando svuotare i cassonetti .... chi meglio dei cittadini sa di quali risorse economiche servono al loro quartiere e per fare cosa ... impegnamoci a restituire ai cittadini la loro sovranitĂ ... solo questo!
Serve quindi "un programma debole a partecipazione forte", questa è la vera rivoluzione non c'è altro da fare!!!
I pilastri, i presupposti, il metodo per una reale democrazia partecipativa:
1) informare correttamente, compitamente e in modo comprensibile i cittadini così da consentirgli di potersi formare un'opinione completa sui temi e sui problemi della comunità da affrontare e risolvere;
2) favorire il confronto equo fra tutti i cittadini per dibattere e discutere in modo approfondito così da poter giungere ad una decisione (deliberazione) da assumere possibilmente in modo condiviso (in caso di mancanza di condivisione consentire alle minoranze, ai dissenzienti, di poter essere i reali verificatori dell'efficacia delle decisioni assunte);
3) l'esecuzione, l'attuazione delle decisioni assunte saranno sempre costantemente monitorate dai cittadini (attraverso una continua informazione). Alle minoranze (o a gruppi indipendenti) sarĂ affidato il compito di verifica, controllo ed eventuale revisione della decisione assunta in caso di mancato raggiungimento degli scopi prefissi o nel caso in cui, "in corso d'opera", lo svolgimento dell'azione non sia come deciso e atteso.